Sigilli Notarili - Notaio di Caprio

Custodi della legalità

Ott 2 • News in evidenza • 110 Views • Nessun commento su Custodi della legalità

Le antiche origini di una famiglia del notariato italiano che conserva il segreto della longevità

Gli atti notarili rogati dai notai di Caprio di Caserta, ininterrottamente da diversi secoli, comporrebbero un interessante ed avvincente ‘capitolo’ della storia del notariato italiano. Sono tantissime le testimonianze, le notizie e le vicende magnificamente rappresentate, riportanti il sigillo “Notaio di Caprio”, che assumono oggi valenza di documenti d’archivio e ricostruiscono, in modo minuzioso e memorabile, le grandi trasformazioni delle imprese e delle famiglie dell’Italia del Sud, dal Regno delle Due Sicilie ai giorni nostri. “Molti ignorano che i primi sigilli notarili non erano metallici – spiega Vincenzo di Caprio – ma ‘disegnini’ che accompagnavano la firma del notaio e venivano depositati la prima volta nelle mani del Re”.

Onofrio e Vincenzo di Caprio - Raffaele Federico

L’appuntamento col notaio Vincenzo di Caprio è nel suo storico studio di corso Trieste, nel cuore della città di Caserta. Il suo grande amore per l’arte è la prima cosa che colpisce chi vi accede, cattura la sua attenzione e lo coinvolge nell’alternanza di stili e tecniche pittoriche, tra lo storico e il contemporaneo, che solo un grande cultore del bello riesce a combinare insieme e mettere in mostra. Tra i maggiori esperti in ambito numismatico, collezionista di rare monete, il notaio Vincenzo di Caprio custodisce e protegge, per la propria famiglia e per il territorio in cui opera, Terra di Lavoro, eredità preziose di valori, princìpi e cultura che raccontano le trasformazioni della società casertana e del suo tessuto produttivo. I primi atti notarili risalenti alla famiglia di Caprio portano la firma di Alfonso di Caprio “ma per le origini dovremmo risalire agli Aragonesi. Il mio trisavolo si chiamava Nicola, notaio era anche il mio bisnonno, Onofrio – racconta con voce commossa Vincenzo di Caprio – che è stato tra i duecento dignitari di Corte che inizialmente non prestarono giuramento ai Savoia”. Identità e passione, lavoro e progresso sociale: sono sempre stati questi i tratti distintivi della famiglia di Caprio, che in sei generazioni ha disseminato geni autoctoni di notariato virtuoso, difendendo con coraggio e perseveranza la profonda essenza di questa nobile professione. Il richiamo ad epoche e avvenimenti storici è una costante della nostra breve ma intensa conversazione, a partire dal logo dello Studio Notarile di Caprio, dov’è riportata la scritta ‘Ferdinando II Re del Regno delle Due Sicilie’: “Molte volte seppelliamo il nostro passato o lo dimentichiamo. Per noi è un modo per rimarcare le nostre origini”. Il notaio Vincenzo di Caprio è oggi un testimone privilegiato della costante evoluzione vissuta dal notariato italiano negli ultimi decenni. Ama ancora definirsi “artigiano” di se stesso, ma il suo innato spirito critico e la sua irrefrenabile curiosità verso il nuovo, l’hanno sempre spinto a non subire le trasformazioni bensì a governarle. “I notai negli anni Ottanta-Novanta hanno collaborato con le istituzioni per informatizzare il Catasto. Ricordo le ore trascorse in contatto con i responsabili della Sogei, la società che ha meccanizzato la Conservatoria, per allargare campi di applicazione all’epoca molto ristretti. Abbiamo creato banche dati perfette – sottolinea Vincenzo di Caprio – ma la nostra funzione era e resterà fondamentale anche in futuro, in quanto è indice di legalità da qualunque punto di vista: societario, immobiliare o successorio, il notariato è fondamentale per arginare la litigiosità dei soggetti ed il ricorso al Tribunale”. Tanti passi in avanti sono stati fatti da allora. Oggi anche una professione come quella del notaio, che sembrava immune dall’introduzione delle tecnologie, comincia tuttavia ad avvantaggiarsene: le attività degli studi notarili sono tutte informatizzate. Ed è grazie soprattutto all’operato dei notai che il Governo ha potuto mettere in pratica l’Agenda digitale, con l’iscrizione delle nuove società nel Registro imprese, le trascrizioni degli atti immobiliari, la firma digitale, rendendo totalmente informatico l’atto pubblico. “Bisognerebbe ritornare a guardare il notariato con uno sguardo positivo, pensare al notaio come professionista, consigliere, conoscitore del diritto civile o tributario, non certamente come un “esattore dello Stato”.

Vincenzo di Caprio

Lo Studio Notarile di Caprio ha già oggi, davanti a sé, l’interprete più autentico per proiettarsi nel futuro. Parliamo di Onofrio di Caprio, studi all’Institut Le Rosey, tra i più antichi collegi privati svizzeri e laurea con lode alla Bocconi di Milano, lì dove ha avuto l’opportunità di formarsi alla scuola di illustri maestri, i notai Pier Gaetano Marchetti ed Ubaldo La Porta “due figure professionali – evidenzia Onofrio di Caprio – fondamentali nella mia istruzione e formazione, per me seconde solo a mio padre”. Diventa notaio a soli 28 anni, dopo un’intensa esperienza di avvocato, la grande passione degli anni di studio, che continua tuttora a coltivare svolgendo attività didattica presso la Seconda Università degli Studi di Napoli, dipartimento di Giurisprudenza. Nello studio storico di corso Trieste – e quando lo racconta i suoi occhi s’illuminano di gioia – Onofrio di Caprio ha trascorso il suo tempo già da bambino, venendoci a studiare da adolescente, a rendersi utile da ragazzo facendo le fotocopie e oggi, in queste stesse stanze, può finalmente attuare quello che è sempre stato il suo progetto di vita. “In questo studio ho vissuto davvero l’evoluzione del notariato. Dalla penna stilografica alla macchina da scrivere al computer, dalla stesura degli atti con la carta carbone alle fotocopie, dall’atto informatico alla firma digitale, è stata una costante evoluzione che ha completamente trasformato la figura del notaio”. Onofrio di Caprio ha iniziato ad esercitare la professione di notaio in modo assolutamente autonomo, con uno studio a suo nome ad Ariano Irpino, in provincia di Avellino, convinto di doversi confrontare sul campo contando solo sulla sua bravura e professionalità. “Ho preferito non turbare i quarant’anni di professione di mio padre, farmi una mia clientela per poi eventualmente aggiungerla alla sua”. A condividere la responsabilità del suo studio indipendente chiama l’amico di sempre, Raffaele Federico, che “il destino” ha voluto al suo fianco sin dal giorno dell’iscrizione nel suo stesso Distretto notarile, intravvedendo in lui doti di grande mediatore. “Con Raffaele siamo stati prima amici, poi colleghi di studi; egli oggi è parte della mia famiglia e partner fondamentale nel lavoro, che svolgiamo in perfetta sinergia”. Un ingresso nelle attività notarili familiari che è avvenuto in punta di piedi: “Io mi sono formato da solo – sottolinea con una punta d’orgoglio Raffaele Federico – Per me entrare in una famiglia storica del notariato è stato un po’ complicato, lo ammetto; ma sono stato accolto anche grazie ai miei meriti. Mai avrei pensato di entrare in società con loro, se Onofrio non avesse avuto contezza del fatto che avevo le giuste competenze e insieme potevamo offrire un servizio, oltre che di qualità, di praticità immediata”. Lo studio notarile di Caprio – Federico ha oggi sedi a Caserta, Nola, Orta di Atella e Ariano Irpino ed è punto di riferimento – per l’ampio spettro delle tematiche affrontate – di una clientela tradizionalmente fedele, che va dalla grande industria al piccolo artigiano, dalla società di capitali all’impresa agricola familiare. “Il mondo delle professioni va sempre più verso le aggregazioni. Al Sud questi cambiamenti arrivano dopo diversi anni rispetto al Nord, dove non esiste quasi più il singolo professionista ma solo studi associati di consulenza”. Continuità e affidabilità, oggi e in futuro, sono le parole-chiave. “La nostra forza è sicuramente il nome e la continuità. A me capita di scrivere atti immobiliari – conclude Onofrio di Caprio – dove i documenti di provenienza sono del mio bisnonno, di mio nonno e di mio padre. Questo ci rende orgogliosi, perché la continuità di tante famiglie casertane e campane nell’affidarsi a noi da generazioni, è sicuramente testimonianza di grande affidabilità”.

Raffaele Federico - Onofrio Di Caprio