Jonathan Kashanian

Jonathan Kashanian

Mag 26 • News in evidenza • 336 Views • Nessun commento su Jonathan Kashanian

Trentottenne israeliano, ambasciatore di stile sui social, Jonathan è chic, garbato e signorile. “L’eleganza è sussurrare”, spiega a noi e ai propri follower

Jonathan Kashanian è certamente un uomo elegante. Visti i suoi outfit e i suoi post su Instagram e Facebook, nei quali spopola, si direbbe che è amante della moda. “No, io amo lo stile – precisa – e quello non si compra nei negozi e non si impara dalle riviste. Lo annusi tra le bancarelle di un mercatino vintage, viaggiando, perdendoti in altre culture, aprendo gli armadi del nonno, rovistando nei cassetti di mamma. Da piccolo guardavo ammaliato mia madre che indossava le creazioni di Gianni Versace e Moschino. In fondo è proprio Gianni che ha reso la moda di moda. Erano gli anni delle grandi icone, gli anni in cui contava più un volto dell’abito stesso. Eppure già da lontano sapevi subito di chi era quell’abito, perché aveva un’immagine forte, riconoscibile”. E lui di abiti se ne intende. Lo abbiamo conosciuto nel 2004 quando ha vinto il talent “Il Grande Fratello”. Era noto come il ragazzo israeliano stilista.

Oggi è anche conduttore, attore, influencer e cantante. Un vero concentrato di talenti espressi nel tempo. L’ultimo impegno lo porta in teatro, per un musical: “Men in Italy”.

Usare la voce per cantare è una delle tue passioni, forse la prima…
Ho sempre cantato fin da piccolo. Ma si sa, da piccoli sogniamo tutti di diventare pompieri, astronauti o archeologi. Poi facciamo i conti con la realtà e cambiamo idea. Ho sfiorato una volta sola la chance concreta di diventare cantante, ma poi è sfumata (aveva cercato di entrare nella scuola di Amici e ci era arrivato vicino, ndr). Ci è voluto “Men in Italy”, un musical, per darmi la possibilità di esibirmi con la voce su un palco vero come quello del teatro Ciak. Il rumore delle scarpe sul legno scricchiolante, l’affiatamento tra gli artisti, quella luce accecante dell’occhio di bue. Tutti vedono te, ma tu non vedi nessuno. Mi piacerebbe continuare questa strada. Sento che mi dà tanto. È proprio vero: nella vita, a volte esci dalla porta principale, ma rientri dalla porta di servizio.

Men in Italy” racconta la bellezza maschile. Cos’è per te la bellezza?

Io faccio parte di quelli che pensano che la bellezza salverà il mondo, perché consola le anime. Vedo bellezza ovunque. Da un mazzo di strelizie, al cucciolo di cane in metrò, al viso di una nonna in ospizio.

Sei entrato di recente nella “Famiglia giù al Nord” di radio RTL . Come si trasmette eleganza in un mondo che urla e si concentra sull’apparenza?

In realtà a risentirmi non sopporto la mia voce. Eppure pare sia una delle mie caratteristiche più riconoscibili.

Era da un po’ che covavo l’idea di dedicarmi alla radio. Un giorno Lorenzo Suraci, il presidente di RTL, mi ha invitato come ospite al programma “La Famiglia giù al Nord”. Finito di trasmettere mi ha detto: “Se ti fa piacere questa è la tua famiglia!”

Instagram, Facebook, Twitter…Che rapporto hai con la tecnologia? Solo personal branding, vero desiderio di condivisione o espressione di quel certo pizzico di narcisismo?

Per anni ho fatto la parte di quelli che: “Per carità io no, sono superiore, non metto in piazza la mia vita”. Poi mi sono arreso e devo ammettere che è una droga. Chiunque neghi di essere guidato da un pizzico di narcisismo mente. Ma non è solo quello. È anche vive- re la sensazione (fittizia, ma concreta allo stesso tempo) di far parte di una grande famiglia. Mi è capitato spesso di trovare conforto nei messaggi dei miei follower, nei loro consigli. Capita ti strappino un sorriso.

Ha un nonsoché di inspiegabilmente affascinante condividere i momenti della tua giornata con dei perfetti sconosciuti. Sarà la solita storia del voyeurismo e del buco della serratura? Chissà…

Quali responsabilità senti di avere come personaggio pubblico?
A 38 anni mi impongo di dire sempre la verità, anche se scomoda. Influencer non significa solo consigliare il costume da bagno che andrà per la maggiore in estate. Un vero influencer porta nelle famiglie e nella vita di chi lo segue temi più delicati, che vanno dalla politica, alla storia, alla religione. Un video visualizzato da un milione di persone diventa un’arma. Sta alla coscienza di ognuno di noi usarla bene.

Come ti vedi fra 10 anni?

Mi piacerebbe tra 10 anni svegliarmi la mattina per preparare la merenda ai miei figli, portarli a scuola e non veder l’ora che tornino a casa per abbracciarli.

Sogno nel cassetto?

Poter visitare assieme ai miei genitori l’Iran, paese d’origine della mia famiglia. Sento storie incantevoli su questo paese da quando sono nato, ma non ho mai avuto il piacere di visitarlo. Essendo israeliano, per come stanno le cose ora, mi è proibito entrare nel pa- ese. Eppure ho fiducia nel buon senso delle nuove generazioni. Al di là di ciò che è giusto o meno, la pace è la strada più semplice e conveniente. Per tutti.

di Paola Orecchia

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